Il nuovo romanzo di Gianfranco Nerozzi

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Nerozzi e Dan Brown?



DAL QUOTIDIANO "IL DOMANI":
Il flash l'ha avuto passando davanti ai manifesti che pubblicizzano l'imminente uscita del film tratto dal best seller di Dan Brown Il Codice Da Vinci. In primo piano campeggia la faccia dell'albino Silas dagli inquietanti occhi rossi, il killer dalla religiosità fanatica che agisce all'ombra della Tour Eiffel. Quel volto, quel personaggio viveva nella sua fantasia e nei suoi libri già prima che lo scrittore americano lo consacrasse icona moderna del male. «Guardo i manifesti che tappezzano la città e penso che quello assomiglia davvero tanto al mio killer e che quei manifesti lì potrebbero essere (per adesso solo ipoteticamente) anche quelli di un film tratto dalla mia saga», dice il bolognese Gianfranco Nerozzi, uno dei più promettenti scrittori italiani di horror thriller che, un po' per mettere i puntini sulle i e un po' per aprire un dibattito sulla circolarità delle idee anche nel campo della creatività letteraria, ha scritto una lettera aperta che l'editore dei suoi ultimi libri (Flaccovio) provvede a diffondere. Adesso Nerozzi comincia a capire come mai ultimamente, durante le presentazioni di libri o le conferenze , si alzasse sempre la mano di qualche nuovo lettore che chiedeva se nell'ultimo romanzo Resurrectum, ma anche nel precedente Genia, non avesse un po' "scopiazzato" idee, atmosfere, personaggi del più universalmente noto Il Codice Da Vinci. Allora, se proprio ci si deve prestare al gioco di "chi copia chi", vale la pena di puntualizzare, come fa Nerozzi, che "«i due personaggi della saga di Genia che ricordano molto da vicino il monaco autoflagellante Silas di Dan Brown - nella fattispecie il prete esorcista killer Salvatore Vanelsìn e lo zingaro albino e muscoloso con gli occhi rossi Radius Fortuna - io li ho inventati molto prima: si trovano infatti nel romanzo precursore della saga di Genia, Cuore perduti, vincitore del Premio Tedeschi 2001». Allora è stato Brown a copiare Nerozzi? «Non lo penso affatto, ma se così fosse ne sarei lusingato piuttosto che amareggiato - dice lo scrittore bolognese - Piuttosto va evidenziato che esistono sintonie, sinergie, storie che aleggiano, sapori e atmosfere che sembrano vivere di vita propria. Un magma comune a cui tutti possono attingere».

 

Vedi anche: "Il Codice del Nero", articolo di
ThrillerMagazine, www.thrillermagazine.it/notizie/3060/




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Ultimo aggiornamento: 14.05.2008

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